Il Sutra del Cuore della Saggezza
Leggere direttamente qualche brano di saggezza buddhista può dimostrarsi utile per trarne fertili spunti suscettibili, a loro volta, di ulteriori approfondimenti. Non si tratta dell'arcaico esercizio teologico di filosofeggiare sulla presunta realtà ultima. Comprendiamo la quasi fatalità che prima o poi induce a rincorrere un non-nato, il non-diveniente, ma ai modesti fini che ci ispirano, ovvero la comprensione della meditazione, nonché del suo inevitabile corollario spirituale, è più che sufficiente tentare di suscitare un minimo di obbiettiva curiosità.
«Così udii.
Una volta il Bhagavan dimorava sul Picco dell’Avvoltoio vicino alla città di Rajgir. Egli era accompagnato da un gran numero di monaci e Bodhisattva. In quell’occasione, il Bhagavan era immerso in una particolare concentrazione, chiamata “ Profonda Apparenza”. Nello stesso momento il Bodhisattva, il Grande Essere, il Nobile Avalokiteshvara contemplava la pratica profonda della Perfezione della Saggezza. Egli vide che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro propria intrinseca natura.
Poi, tramite il potere del Buddha, il Venerabile Shariputra si accostò al nobile Avalokiteshvara e gli chiese: “ Come deve procedere il figlio di un Nobile Lignaggio che desideri seguire la pratica della Perfezione della Saggezza?”.
Il nobile Avalokiteshvara rispose con queste parole al Venerabile Shariputra; “Qualsiasi figlio o figlia di Nobile Lignaggio che desideri seguire la profonda disciplina della Perfezione della Saggezza dovrebbe considerare le cose nel modo seguente. Prima di tutto egli o ella dovrebbe considerare che i cinque costituenti psicofisici sono privi di una loro propria ed intrinseca natura. LA FORMA E’ VACUA, LA VACUITA’ E’ FORMA. La Vacuità non è altro che forma e la forma non è altro che Vacuità. Allo stesso modo, le sensazioni, le discriminazioni, gli elementi di formazione e la coscienza sono vacui. Similmente Shariputra, tutti i fenomeni sono vacui. Sono privi di caratteristiche definitrici; non nascono, non muoiono; sebbene non siano contaminati, non sono separati dalle contaminazioni; non diminuiscono ne crescono. Perciò Shariputra, in termini di Vacuità, non esistono forme, né sensazioni, né discriminazioni, né elementi di formazione, né coscienze; né occhi, né orecchie, né naso, né lingua, né corpo, né mente; né forme visive, né suoni, né odori, né sapori, né sensazioni tattili, né oggetti della coscienza mentale; non esistono elementi visivi, né elementi mentali e nemmeno elementi della coscienza mentale. Non c’è ignoranza, né estinzione della ignoranza, non esiste il divenir vecchi, né la morte, né l'estinzione della vecchiaia né della morte. Allo stesso modo, non vi è sofferenza, né origine della sofferenza, né il suo cessare, né il Sentiero, né Saggezza, né realizzazioni, né mancanza di realizzazioni.
“Perciò Shariputra, poiché i Bodhisattva non hanno realizzazioni, essi vivono basandosi sulla Perfezione della Saggezza: la loro mente è libera e senza paura, trascendono ogni errore e raggiungono il punto finale: il nirvana.
“Tutti i Buddha che si manifestano nei tre tempi si svegliano completamente nell’Illuminazione perfettamente piena seguendo la Perfezione della Saggezza.
“Perciò, il Mantra della Perfezione della Saggezza, il Mantra della grande conoscenza, il Mantra Supremo, il Mantra comparabile a ciò che non ha paragone, è un Mantra che elimina tutte le sofferenze, non ti ingannerà, quindi conoscilo come vero! Io proclamo il Mantra della Perfezione della Saggezza:
TAYATHA GATE, GATE, PARAGATE, PARASAMGATE, BODHI SVAHA.
“Oh Shariputra, questo è il modo in cui i grandi Bodhisattva si formano nella profonda Perfezione della Saggezza.”
In quel momento il Bhagavan, riemergendo dalla concentrazione, si rivolse al nobile Avalokiteshvara con queste parole: “ Ben detto, ben detto ! E’ proprio così, figlio mio, è proprio così. Si dovrebbe coltivare la profonda Perfezione della Saggezza proprio come tu hai detto. Anche i Thatagata si rallegreranno di ciò”.
Quando Buddha ebbe parlato, il Venerabile Shariputra e il Bodhisattva, il Grande Essere, il nobile Avalokiteshvara, insieme all’intera assemblea di déi, uomini, semidei, e gandharva, si rallegrarono ed elogiarono ciò che il Bhagavan aveva proclamato.»



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Il picco dell'Avvoltoio
Il picco dell'Avvoltoio esiste sul serio. È un modesto rilievo che si trova appena fuori dell'odierna cittadina di Rajgir (nei testi Rajagaha). La tradizione vuole che sia il luogo dove sono stati proferiti diversi importanti sutra - anche mahayanici, come il sutra del cuore, il sutra del loto, ecc. - ma ciò appare assai inverosimile, dato che la filologia ha dimostrato che i suddetti sutra furono composti diversi secoli dopo la morte del Maestro, tra il II e il IV sec. d.C.
Il nome di picco dell'avvoltoio deriverebbe da un episodio occorso ad Ananda, il quale mentre meditava sul Picco, venne tormentato da un Avvoltoio, che altri non era se non Mara, il Maligno in persona, finché il Buddha non salì a scacciarlo.
In ogni modo il Picco è uno dei luoghi sacri del buddismo e meta di pellegrinaggio. Pare che anticamente ospitasse anche un importante monastero, di cui sono rimaste le rovine.
Quanto alla metafora, l'Avvoltoio è un predatore che non uccide le sue prede, ma si ciba di animali già morti. Il suo nome scientifico è Aurea Cathartes, ossia Aureo Purificatore, perché ripulisce l'ambiente consentendo una vita più sana agli altri esseri. Per questo motivo è una metafora della compassione (Karuna), grazie alla quale il Buddha si rese conto che c'era ancora un lavoro da fare dopo il risveglio, cioè operare per la salute spirituale di tutti gli esseri.
Nello zen, la carcassa su cui si possono avventare gli avvoltoi rappresenta il tornaconto personale che, più o meno consciamente, ci si attende dalla pratica meditativa. La carcassa ingrassa gli avvoltoi, ma lo zen non ingrassa nessuno. Cioè, finché volano gli avvoltoi dell'avidità, della preoccupazione per il domani, della paura della morte ecc. è segno che ancora c'è un cadavere (l'ignoranza) da spolpare.
Flavio Pelliconi
- Il sito dell'autore risveglio.net
Tratto da un messaggio di "Risveglio", gruppo di discussione e condivisione sulla pratica della consapevolezza, in data "Ven 9 Mar 2007"