Dio esiste nel cyberspazio?
Le religioni sembrano promettere fiumi di spiritualità, ma poi non riescono a offrirne che briciole. Certo, sta a ciascuno di noi riuscire a discernere il vero dal falso, nonché far tesoro delle tante opportunità di comprensione cosi generosamente suggerite - o esibite? - in modo da realizzarne una sia pur minima parte. Sennonché, quando ci si attenderebbe un po' di lungimiranza, ci tocca prendere atto dei frivoli accadimenti qui di seguito, così seriosamente descritti ....
Giappone: è lecito pregare nei templi shintoisti online? Lo Shintoismo, una forma di animismo, è la religione nativa del Giappone.
Shinto online: giusto o sbagliato? - In Giappone i santuari shinto online sono rapidamente cresciuti di numero, spingendo un'associazione con sede a Tokyo, a considerare l'istituzione di linee guida per l'uso di internet.
La Jinja Honcho (Associazione dei Santuari Shinto), associazione religiosa che controlla e amministra circa 80000 santuari sparsi in tutto il Giappone, a luglio aveva già inviato delle note per scoraggiare i giapponesi a visitare i santuari online che offrono visite virtuali e vendono online amuleti. Nelle note si legge "Nessun kami esiste in internet".
"Le divinità shinto sono rinchiuse in un posto e in uno spazio del santuario, e per questo è fondamentale per i fedeli andare di persona a visitare quel santuario", dice Yoshiya Senoo, direttore del dipartimento ricerca dell'Associazione.
Tuttavia alcuni santuari sono favorevoli al culto online. "In molti casi hanno spinto molta gente a visitare poi di persona il nostro santuario", ha dichiarato Hideo Morikuni, abate dello Shingu Jinja di Nankoku (prefettura di Kochi), santuario "specializzato" in nascite sicure. "Con questo servizio online coloro che abitano lontano dal santuario e non possono venire a farci visita si sentono comunque vicini a noi".
Durante il periodo di Capodanno il santuario riceve dozzine di e-mail dai visitatori virtuali di tutto il paese. Alcuni santuari addebitano una parcella per "realizzare" i desideri dei visitatori e inviano loro degli ofuda, o altri amuleti, mentre altri santuari vendono online gli ofuda e i talismani.
Prendendo questo in considerazione, la Jinja Honcho ha invitato i santuari della nazione al desistere dall'istituire servizi online, dicendo "Tali servizi possono denigrare la santità del culto". "Approviamo l'efficenza di internet, ma se l'aspetto virtuale e falso del culto diventa pratica comune, la forma primaria della fede andrà in pezzi", aggiunge Yoshiya.
Nonostante gli ammonimenti dell'Associazione, molti santuari continuano ad affidarsi al cyber-spazio. L'abate di un santuario nel Tokai che ad ottobre ha iniziato a vendere talismani su internet ha detto:"Per un piccolo santuario locale internet si rivela un potente tramite. Non si può semplicemente affermare che tale culto sia senza spirito solo perchè è professato online".
Un altro abate di un santuario del Kanto che accetta richieste tramite e-mail, dice:"Abbiamo ricevuto una mail dall'estero chiedendoci di inviare un amuleto. Non è per profitto, e non penso che tale servizio pregiudichi la santità della fede".
Anche prima dell'istituzione dei servizi su internet, molti santuari hanno sempre ricevuto lettere e telefonate da gente che richiedeva un amuleto o degli ofuda. In molti non capiscono quindi perchè non sia accettabile fare tali richieste anche tramite e-mail.
Il professore di sociologia religiosa Nobutaka Inoue, professore presso la Kokugakuin University, ha detto: "Stando ai fedeli, ciò che considerano santo e dove lo possono trovare può essere diverso...La tecnologia progredisce giorno per giorno, rendendo complicato avere regole uniformi. Ma se l'Associazione scriverà delle regole, queste dovranno anche includere l'opinione dei preti dei santuari sulla questione relativa al significato della parola santità".
Fonti: Gulf News :: Daily Yomiuri Online


