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Otto per mille
Il re delle corporazioni autoreferenziali organizzate è (a) nudo. Ma che significa, pensate che non abbia di che coprirsi o sfamarsi? No, quelli che hanno davvero freddo e fame sono alcuni tra i suoi migliori sudditi. Appartengono al terzo mondo, nel quale sono state recentemente annoverate anche le nuove classi emarginate dei cosiddetti precari. Egli è (a) nudo perché l'informazione non è più monopolizzata. Le fonti mediatiche sono oramai diversificate ed offrono contributi divulgativi ed esplicativi sempre più ricchi. Quelle tradizionali, divenute col tempo quasi ufficiali, finanziate da un sistema politico che in tal guisa se ne assicura di fatto i servigi, tentennano. La loro credibilità è in ribasso.
Il re farfuglia, finge di non capire. Certo, ciascun re aspira al benessere del suo popolo, questo è ovvio. Ma quale popolo? Quello degli ultimi, i condannati alla fame, alla sete, agli stenti, alle pene capitali? Non direi. Il suo popolo sembra, oramai, quasi del tutto composto tra coloro che militano tra le fila del suo, si fa per dire, fedelissimo e incorruttibile esercito riconoscendone in tutto e per tutto gli indiscutibili pronunciamenti epici. O etici?
I re son tanti. Ce ne sono di religiosi, politici, scientifici, cinematografici, ed oggi persino virtuali. Citarli tutti, magari per sceverarne gli aspetti salienti, sarebbe impossibile. Accontentiamoci, come di consueto di quelli relativamente più spirituali. Cos'è che li accomuna? I re hanno bisogno di sovvenzioni pubbliche. Sia i sostegni privati, che quelli della propria attività non gli son mai sufficienti.
La gente che soffre, quella che ben prima della fine del mese conta gli spiccioli della pensione minima, è stupita, si arrabbia. I più manigoldi lo dileggiano, oggi come ieri, sui muri, sui blog, e sbagliano. Chiaro? Chi offende un re sbaglia sempre! Non cadete ulteriormente nella rete tesa per distruggere gli ultimi appigli della vostra amorevolezza. Non accusate e non polemizzate, rispettatene le corti, nel loro ambito c'è gente magnifica. Che fare dunque?
Un'idea, in apparenza come le tante, ma che nella storia è risultata sempre efficace. Chiedetegli i resoconti economici. Sia quelli più diretti che i finanziamenti indiretti. In genere è proprio lì che casca ogni "cupido", l'asino della brama immonda, dello struggimento, della lussuria, della smania sfrenata di denaro e potere.
Come sono giustificati e ripartiti i finanziamenti pubblici? Che ne è dei soldi, sempre pubblici, così generosamente e copiosamente elargiti? Ovviamente servono ragguagli puntuali e non descrizioni generiche di appariscenti o fantasmagorici bilanci descrittivi. Quali, come e quanti sono gli immobili concessi o locati dallo Stato alle corporazioni religiose e viceversa? Si, e viceversa, approfondite e forse ne scoprirete delle belle. Quali e quanti sono i finanziamenti elargiti ad associazioni apparentemente laiche, ma comunque parallele?
La cultura di questo Paese di corporazioni è basata soprattutto su fanatismo , furbizia e privilegio. Ci sono eminenti politici, che usano, come se ahimè non bastassero gli ordinari malanni, il cilicio. E i mercanti del tempio, proprio coloro che tentano di trincerarsi dietro le tristi roccaforti identitarie d'ancor recentemente tragica e nefasta memoria, non si smentiscono mai. Ma l'ipocrisia, la menzogna, il reiterato scandalo verso l'innocenza degli umili, la simulazione, alcune tra le trasgressioni più vili che si possano mai persino immaginare, li tradiscono sempre.
L'onestà assoluta non esiste, è utopica. Ciò non toglie che bisogna sempre tentare di realizzarla. Servono chiarezza, limpidezza. Nessun sotterfugio legale come l'escamotage che attribuisce alle confessioni religiose accreditate sia l'otto per mille dei contribuenti che specificano una propria preferenza, che l'otto per mille di quelli che non precisano nulla. Un sotterfugio incredibile, ma quale geniaccio ha inventato questo miserabile trucco? Un espediente cui attualmente si può rimediare solo specificando, sempre e comunque, le proprie preferenze. Astenersi dall'esprimersi, così come nelle scelte referendarie o nelle consultazioni politiche è, a mio avviso, antidemocratico, direi persino da vili.
Ma noi non lo siamo. E sceglieremo sicuramente tra una delle seguenti verosimili opportunità: Chiesa Cattolica - Stato - Valdesi - Comunità Ebraiche - Luterani - Avventisti del settimo giorno - Assemblee di Dio in Italia.
nick.salius
(1): nessun riferimento specifico, il re in questione è solo una figura simbolica.


