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Il principio di responsabilità

Dopo una breve "meditazione" pomeridiana ... osservo i fatti di Rosarno.
I cittadini dicono che lo stato li ha abbandonati.
Da molti anni nelle loro campagne viene utilizzata manodopera ridotta in regime di servitù: non operai, servi senza diritti.
Tutti sapevano, cittadini, e istituzioni ai vari livelli, che cosa accadeva nei campi, nella periferia, nei giorni e nelle notti degli agricoltori, dei caporali, degli immigrati umiliati a servi.
E tutti hanno taciuto.
Per molte ragioni.
Credo che l'ultima cosa che i cittadini di Rosarno possano fare è quella di sentirsi vittime.
Ciascuno di noi inclina al vittimismo, è il nostro sport preferito: è sempre responsabilità dell'altro.
Esiste un principio interiore dal quale, a mio parere, non si può prescindere: ciascuno si assume la responsabilità delle proprie azioni, dei propri silenzi, delle proprie intenzioni, delle proprie omissioni.
Oltre che principio interiore, credo sia anche un principio cosmico che si esprime attraverso la cosiddetta legge del Karma.
Che poi il nostro stato sia latitante, corrotto da una incapacità di vedere e di occuparsi del bene comune, è la scoperta dell'acqua calda.
Sarebbe interessante chiedersi: questo organismo, che chiamiamo stato, da quali cellule è composto, e che cosa stanno facendo quelle cellule, ma forse la domanda è troppo ardita.
Nessuno ci tolga dalla tiepida umidità della nostra illusione di essere vittime!


