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Libro tibetano dei morti

Il "Libro tibetano dei morti" è il nome (impropriamente) attribuito dagli studiosi occidentali alle istruzioni contenute nell'antico testo vajrayana del Guhya Garbha Tantra, il "Tantra del Nucleo Segreto".

Questo è un testo sanscrito (quindi ha origine in India e non in Tibet) di Buddhismo tantrico, fedelmente tradotto dai tibetani col titolo di Gyu Sangwa Nyingpo.

In questo prezioso testo, sono contenute (fra l'altro) le istruzioni chiamate "Ottenere la liberazione durante il bardo per mezzo dell'udire": queste vengono lette ad alta voce alla presenza della persona appena deceduta (tradizionalmente durante le sette settimane successive alla morte).

Le istruzioni spiegano al deceduto (la cui mente si trova nello "stato intermedio" - detto "bardo" - fra la vita passata e la successiva) la natura illusoria di tutte le esperienze che sta attraversando. La mente nello stato intermedio è in grado di percepire queste istruzioni e può ottenere la liberazione (attraverso l' "udire") nel bardo.

Queste istruzioni sono contenute nella pratica di meditazione principale del "Tantra del Nucleo Segreto", che è la meditazione sulle Cento Forme di Buddha Pacifiche e Irate. Questa è appunto il principale "metodo di realizzazione" (sadhana) proposto nel "Tantra del Nucleo Segreto".

"Italo Choni Dorje, Newsletter del sito vajrayana.it"

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