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Il precariato

Queste riflessioni sul precariato sono state formulate in prospettiva spirituale. Ho voluto eccedere perché il problema è sottovalutato.

Sappiamo tutti che le problematiche relative al precariato sono molto complesse. D'altra parte il libero mercato prevede, giustamente, la concorrenza. Ma che la concorrenza valga per tutti! Anche e soprattutto per le imprese. All'epoca dell'avvento di supermercati e ipermercati chiusero, per diverso tempo, decine e decine di migliaia di piccoli esercizi commerciali all'anno. Bene, le imprese che ora non reggono, che non si adeguano, che peccano d'iniziativa, ecc., cessino pure. Ma non si può pretendere che a pagare sia soltanto una nuova classe di malcapitati subalterni, ovvero i precari.

Il precariato non è la punta dell'iceberg. Il problema è l'antipolitica della casta partitica. Se ci fosse onestà, buon cuore, ricerca della condivisione invece che della sopraffazione, riusciremmo a superare questo genere di tensioni senza colpo ferire.

In quanto al lavoro continuo e sicuro - sono d'accordo - è oramai un'utopia. Tuttavia servono urgentemente adeguamenti economici che compensino siffatta incertezza e discontinuità. E' indispensabile molta più perequazione tra settore pubblico e privato, come tra lavoratori a tempo indeterminato e precari. Perché tutti questi privilegi di cui godono, ingiustamente, esclusivamente determinate categorie?

salius

salius

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