Queste riflessioni sul precariato sono state formulate in prospettiva spirituale. Ho voluto eccedere perché il problema è sottovalutato.
Sappiamo tutti che le problematiche relative al precariato sono molto complesse. D'altra parte il libero mercato prevede, giustamente, la concorrenza. Ma che la concorrenza valga per tutti! Anche e soprattutto per le imprese. All'epoca dell'avvento di supermercati e ipermercati chiusero, per diverso tempo, decine e decine di migliaia di piccoli esercizi commerciali all'anno. Bene, le imprese che ora non reggono, che non si adeguano, che peccano d'iniziativa, ecc., cessino pure. Ma non si può pretendere che a pagare sia soltanto una nuova classe di malcapitati subalterni, ovvero i precari.
Il precariato non è la punta dell'iceberg. Il problema è l'antipolitica della casta partitica. Se ci fosse onestà, buon cuore, ricerca della condivisione invece che della sopraffazione, riusciremmo a superare questo genere di tensioni senza colpo ferire.
In quanto al lavoro continuo e sicuro - sono d'accordo - è oramai un'utopia. Tuttavia servono urgentemente adeguamenti economici che compensino siffatta incertezza e discontinuità. E' indispensabile molta più perequazione tra settore pubblico e privato, come tra lavoratori a tempo indeterminato e precari. Perché tutti questi privilegi di cui godono, ingiustamente, esclusivamente determinate categorie?
Chi vuole utilizzare tecniche di meditazione deve abbandonare le vecchie idee che la meditazione consista solo nello stare seduto sotto a un albero in una postura yoga. Questo è solo un tipo di meditazione, e potrebbe essere adatto solo a poche persone. Per un giovane vivo e vibrante non è meditazione è repressione. Certe pratiche di meditazione non sono più adatte ai nostri tempi. Correre, danzare, nuotare, qualsiasi cosa può essere meditazione: ogni volta che il tuo corpo, la tua mente e la tua anima operano insieme in armonia, quella è meditazione. (Osho)
Al cuore della meditazione buddista ci sono la concentrazione e l'introspezione. Se coltivate queste due qualità in meditazione, allora sviluppate la capacità di star calmi, d'esser chiari e di offrire comprensione ed amore. (Martine Batchelor, "Meditazione per la vita")
Sedersi in meditazione mettendo le braccia in un certo modo o incrociando le gambe in quell'altro modo non ha alcuna importanza. Quel che è veramente importante è verificare se la meditazione che facciamo sia un rimedio realmente efficace per la nostra sofferenza. (Lama Thubten Yeshe)
Il precariato
Queste riflessioni sul precariato sono state formulate in prospettiva spirituale. Ho voluto eccedere perché il problema è sottovalutato.
Sappiamo tutti che le problematiche relative al precariato sono molto complesse. D'altra parte il libero mercato prevede, giustamente, la concorrenza. Ma che la concorrenza valga per tutti! Anche e soprattutto per le imprese. All'epoca dell'avvento di supermercati e ipermercati chiusero, per diverso tempo, decine e decine di migliaia di piccoli esercizi commerciali all'anno. Bene, le imprese che ora non reggono, che non si adeguano, che peccano d'iniziativa, ecc., cessino pure. Ma non si può pretendere che a pagare sia soltanto una nuova classe di malcapitati subalterni, ovvero i precari.
Il precariato non è la punta dell'iceberg. Il problema è l'antipolitica della casta partitica. Se ci fosse onestà, buon cuore, ricerca della condivisione invece che della sopraffazione, riusciremmo a superare questo genere di tensioni senza colpo ferire.
In quanto al lavoro continuo e sicuro - sono d'accordo - è oramai un'utopia. Tuttavia servono urgentemente adeguamenti economici che compensino siffatta incertezza e discontinuità. E' indispensabile molta più perequazione tra settore pubblico e privato, come tra lavoratori a tempo indeterminato e precari. Perché tutti questi privilegi di cui godono, ingiustamente, esclusivamente determinate categorie?
salius
salius