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Antipolitica

Il luna park del V-Day e' stato, quasi, gia' definitivamente allestito. Qualora il buon Grillo dovesse mai, suo malgrado, desistere, ci saranno sempre piu' indefessi e coraggiosi individui che sosterranno la bandiera dell'onestà.

Naturalmente gli oppositori, mai domi, ricorrono all'ostracismo mediante pettegolezzi, maldicenze, sospetti. Consideriamo, senza indugi, le critiche più ricorrenti. La prima è quella famigerata, quanto indegna, accusa di fomentare il terrorismo. Il che, di fatto, equivarrebbe ad incolpare i costruttori di auto veloci di corresponsabilità in innumerevoli, luttuosi incidenti; oppure i cineasti d'incitare alla guerra, ecc. La seconda è la ridicola insinuazione d'istigare all'antipolitica.

Ma la vera antipolitica è l'estrema scorrettezza della prassi clientelare di cui abusano, verosimilmente, la maggior parte degli attuali partiti politici. Il clientelismo, altrimenti detto favoritismo o nepotismo, è il nucleo dell'anti-democrazia. L'incresciosa usanza dello spoiler system è solo la punta dell'iceberg dell'inverecondo malcostume così probabilmente diffuso tra taluni settori dell'attuale casta politica dominante.

Gli ideali non sono mai antipolitica. La ricerca del giusto, del vero e del bello non sono mai antipolitica. L'antipolitica non può essere imputabile a coloro che ne denunciano gli arcinoti soprusi. La tirannia è oramai, sempre più, sotto gli occhi di tutti. Legalismo formale, privilegi infondati, prevaricazioni, strapotere e angherie stanno annientando intere generazioni di zelanti e alacri lavoratori. L'ennesimo sfruttamento del lavoro, indicato a tutt'oggi con il gentile eufemismo di precariato, è il punto di non ritorno di qualunque forma di vessazione. E' la schiavitù che rientra dall'uscio di servizio e da giogo si camuffa in offerta di libertà, indipendenza e autonomia.

Coloro che se ne fecero promotori subirono il miraggio dell'ignoranza. Perdoniamo, quindi, i soggetti in questione. Al massimo, sarebbero solo da compatire. Tuttavia adoperiamoci attivamente, quanto pacificamente, per arginare il frutto del loro malfatto. Si, giacché la permanente legalizzazione del precariato - stiamo parlando, nientemeno, di circa 3.757.000 lavoratori precari in Italia - non può essere altrimenti che odio in itinere, una forma di sottile sadismo. Ma donde scaturisce? Perché gli effettivi anti-politici non si vergognano della loro palese attitudine parassitaria? Il mestiere di politico pro-tempore è la negazione stessa della democrazia. Potreste negarlo?

Tra i modi, il migliore per difendere la rettitudine, quello che più di tutti fa infuriare e incattivire le caste che detengono interessi precostituiti con oscuri metodi clientelari è il sostegno ai pochi umili e coraggiosi servitori della società che, in qualità di semplici cittadini, abbiamo ancora la fortuna di poter appoggiare.

Qualche rapida puntualizzazione:

1. Antipolitica è la legalizzazione del precariato. (I cosiddetti precari adempiono agli stessi doveri degli altri lavoratori. Perché non dovrebbero usufruire dei medesimi diritti?)

2. Antipolitica è l'inveterata prassi clientelare. (Chi è stato ad accumulare l'immenso debito pubblico?)

3. Antipolitica è qualunque tentativo di occultare o manipolare la verità. (Leggi, concertazioni aleatorie, controllo - diretto o indiretto - dell'informazione: media, giornali, radio, tv, ecc.)

4. Antipolitica è la persistenza e il riciclo di politici o amministratori pro-tempore. (Qualunque ipotesi di rinnovamento sarà sempre finzione, niente più speranze se non l'ineluttabilità d'aderire comunque alla ridondanza di un sistema nondimeno uguale a se stesso...)

Prima di concludere, e tanto per esser chiari sulle finalità dell'articolo, un'ultima precisazione: per quanto mi è dato comprendere, il movimento d'opinione che sostiene il V-day non è antipolitica, è semmai alla ricerca di uomini (e donne) politici onesti che, per un breve frangente della loro vita, possano dedicarsi al nostro amato bene comune, la società.

Grazie / nick.salius

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