Anapanasati sutta
Anapanasati sutta è un discorso del Buddha sulla "consapevolezza del respiro". In effetti è molto di più che una semplice tecnica di meditazione. Potrebbe dirsi quasi un modus vivendi. Agire con presenza di spirito senza pretendere di sovvertire l'esistente, consapevoli che la Verità è innanzitutto un cambiamento di prospettiva interiore cui, però, seguono immancabilmente innumerevoli e vantaggiose conseguenze estrinseche. Prima di parlare di meditazione sarà meglio esperire e contemplare.
«Così ho udito.
(qui di seguito si riporta la parte principale del discorso)
La presenza mentale del respiro, monaci, coltivata e regolarmente praticata, è di gran frutto e di gran beneficio.
[...]
E in che modo coltivata e regolarmente praticata, la presenza mentale del respiro è di gran frutto e beneficio? Quanto a questo, monaci, un monaco, recatosi nella foresta, ai piedi di un albero o in un luogo deserto, siede con le gambe incrociate, mantiene il corpo eretto e l’attenzione vigile.
Consapevole inspira, consapevole espira.
I. Prima tetrade (Contemplazione del corpo)
1. Inspirando un lungo respiro, egli sa, “Io inspiro un lungo respiro”; espirando un lungo respiro, egli sa, “Io espiro un lungo respiro”. 2. Inspirando un breve respiro, egli sa, “Io inspiro un breve respiro”; espirando un breve respiro, egli sa, “Io espiro un breve respiro”. 3. “Sperimentando l’intera estensione (del respiro) io inspirerò”, così egli si esercita; “Sperimentando l’intera estensione (del respiro) io espirerò”, così egli si esercita. 4. “Calmando la funzione corporea (della respirazione) io inspirerò”, così egli si esercita; “Calmando la funzione corporea (della respirazione) io espirerò”, così egli si esercita.
II. Seconda tetrade (Contemplazione delle sensazioni)
5. “Sperimentando l’estasi io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 6. “Sperimentando la felicità io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 7. “Sperimentando le funzioni mentali io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 8. “Calmando le funzioni mentali io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
III. Terza tetrade (Contemplazione della mente)
9. “Sperimentando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 10. “Rallegrando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 11. “Concentrando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 12. “Liberando la mente io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
IV. Quarta tetrade (Contemplazione degli oggetti mentali)
13. “Contemplando l’impermanenza io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 14. “Contemplando il distacco io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 15. “Contemplando la cessazione io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita. 16. “Contemplando la rinuncia io inspirerò (espirerò)”, così egli si esercita.
In tal modo, monaci, coltivata e regolarmente praticata, la presenza mentale del respiro porta gran frutto e grande beneficio.
[...]».



Commenti
L'osservazione del respiro
Saggezza buddista - "La sofferenza ha origine dall'ignoranza" - S. N. Goenka
L'osservazione del respiro è anche il mezzo per esercitarsi nella retta consapevolezza. La sofferenza ha origine dall'ignoranza. Reagiamo perché non sappiamo quello che stiamo facendo, perché non conosciamo la nostra realtà. La mente passa la maggior parte del tempo persa nelle fantasie e nelle illusioni, rivivendo esperienze piacevoli o sgradevoli e anticipando il futuro con entusiasmo o paura. Mentre siamo persi in questi desideri o avversioni, siamo ignari di ciò che sta accadendo ora, di ciò che stiamo facendo adesso. Eppure certamente questo momento, adesso, è per noi il più importante. Non possiamo vivere nel passato: è andato. Non possiamo nemmeno vivere nel futuro: è sempre oltre la nostra portata. Possiamo vivere solo nel presente. Se siamo inconsapevoli di ciò che facciamo adesso, saremo condannati a ripetere gli errori del passato e potremmo non riuscire mai a raggiungere i nostri sogni per il futuro. Ma se riusciamo a sviluppare la capacità di essere consapevoli del momento presente, possiamo usare il passato come guida per mettere ordine nelle nostre azioni a venire, in modo da riuscire a raggiungere i nostri obiettivi.
(S. N. Goenka - © copyleft perle.risveglio.net)