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meditazione

Non-reattività


In meditazione è fondamentale non reagire istintivamente. Questo non significa non essere spontanei, ma non cedere al condizionamento sociale e naturale, che vuole che a determinati eventi seguano sempre determinate reazioni. Occorre interporre, tra stimolo e risposta, un intervallo di riconoscimento. Il riconoscimento deve rispondere alla domanda: "Che cos'è questo?" Ossia che cos'è ciò che provo e qual è la reazione che mi viene sollecitata in automatico?" Subito dopo sorge la seconda domanda: "È giusta la reazione che mi viene sollecitata? Mi fa bene? È conveniente? Mi migliora o mi peggiora? È qualcosa di nuovo o è la solita reazione?"
Perché non dobbiamo dimenticarci che le reazioni che ci vengono sollecitate sono vecchie di migliaia di anni risalendo addirittura a quando eravamo scimmie nella foresta. E noi che cosa vogliamo essere? Delle marionette guidate da forze ancestrali o persone nuove, padrone di se stesse? Ecco il punto: le reazioni istintive non sono affatto "nostre": non partono da noi stessi, ma da una "centrale" che non è nelle nostre mani.
Quando rispondiamo a una sollecitazione con uno scatto d'ira o con una reazione di paura, siamo semplicemente marionette in balia di una forza che ci sovrasta, di una forza che persegue i suoi obiettivi - che non è detto siano i nostri. Questa uscita dalle consuete reazioni di causa-effetto è indispensabile per liberarsi dai condizionamenti collettivi della natura o della società, diventando finalmente padroni di noi stessi. È l'acquisizione di una individualità che paradossalmente ci porta ad essere più distaccati dal nostro ego e saggi.

Scopo della meditazione è creare un uomo nuovo, non ripetere vecchi schemi di comportamento, ormai superati.
Dunque, bisogna osservarsi nella vita quotidiana. E intervenire. La meta è essere più consapevoli, più distaccati, più imparziali, più calmi, più equanimi. Un uomo nuovo, appunto.
Categorie: meditazione

Come combattere l’impazienza sul lavoro

Zen in the City - Lun, 15/04/2013
Cosa ti succede se la connessione internet se ne va, mentre stai lavorando, se la stampante s’inceppa, se non ritrovi più quel file su cui avevi lavorato così tanto? Emergono impazienza, rabbia, frustrazione. Non è facile uscirne, perché, in quel momento, la tua mente è talmente proiettata verso il futuro, verso uno scopo, che perdi del […]
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Identità personale, fatto o finzione? – Mooji

Webzine sulla Meditazione - Lun, 15/04/2013
Normalmente, per la maggior parte della gente, la coscienza di per se’ non è privata o personale. Ma poiché si manifesta nel corpo e usa il corpo per gioire e sperimentare, allora s’identifica con il corpo, no? Si identifica con…Leggi altro ›
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La 'road map' per il risveglio - B. Alan Wallace

L'ora di meditazione - Lun, 15/04/2013
Gli insegnamenti del Buddha sono inconsueti, in quanto spiegano diffusamente la natura del suo risveglio, nonché i tipi di disciplina meditativa che lui ha utilizzato per ottenere le sue intuizioni. Il Buddha ci ha lasciato una «road map» per il risveglio. Infatti, la sua principale motivazione all'insegnamento era di indirizzare gli altri verso il risveglio spirituale che egli stesso aveva Franco Megalihttps://plus.google.com/117800877872793314750noreply@blogger.com0
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Bussa al cielo e ascolta il suono! Aforismi e frasi zen – 1

Webzine sulla Meditazione - Dom, 14/04/2013
Breve raccolta di sentenze della tradizione zen. Lo zen non è una forma di svago, ma concentrazione sulla nostra quotidiana routine (Shunryu Suzuki). Qual’è il suono di una sola mano che applaude? (koan zen) Un monaco desideroso di imparare lo…Leggi altro ›
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Tolleranza - Alcione (Jiddu Krishnamurti)

L'ora di meditazione - Dom, 14/04/2013
Devi provare in cuor tuo perfetta tolleranza per tutti, ed un sincero interessamento nelle credenze di quelli di altre religioni, nella stessa misura che lo hai nelle credenze della tua propria. Perche' la religione loro e' un sentiero che conduce all'Altissimo, precisamente come lo e' la tua. E per aiutare tutti devi comprendere tutto. Ma per acquistare questa perfetta tolleranza devi prima Franco Megalihttps://plus.google.com/117800877872793314750noreply@blogger.com0
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Dialogo zen

Webzine sulla Meditazione - Sab, 13/04/2013
Gli insegnanti di Zen abituano i loro giovani allievi a esprimersi. Due templi Zen avevano ciascuno un bambino che era il prediletto tra tutti. Ogni mattina uno di questi bambini, andando a comprare le verdure, incontrava l’altro per la strada.…Leggi altro ›
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La tua luce interiore - Osho

L'ora di meditazione - Sab, 13/04/2013
Ho fatto del mio meglio per convincerti che l’illuminazione è il tuo stato naturale, che non è una cosa da raggiungere, la porti con te dalla nascita. Tutto quello che devi fare non è crearla, ma solo svelare il segreto nascosto della tua vita. Il momento che cominci a sentire la tua luce interiore, l’intera tua prospettiva comincia a cambiare. Ti sentirai compassionevole verso gli esseri Franco Megalihttps://plus.google.com/117800877872793314750noreply@blogger.com0
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Yoga: Sequenza per Padmasana (posizione del Loto)

Webzine sulla Meditazione - Ven, 12/04/2013
Nella breve sequenza vedremo una serie di posizioni per preparare il corpo a questa asana, all’apparenza molto semplice, ma che all’inizio può risultare di difficile esecuzione. Se in un primo momento la posizione completa, con le due gambe sovrapposte, è…Leggi altro ›
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Arrabbiarsi è normale ... - Thich Nhat Hanh

L'ora di meditazione - Ven, 12/04/2013
Arrabbiarsi è normale. Provare rabbia è una cosa umana. Imparare a sorridere alla tua rabbia e a farci pace. Il significato della pratica, dell'imparare, è tutto qui. Prestando attenzione alla tua rabbia, puoi trasformarla nel tipo di energia di cui hai bisogno. L'energia positiva si ottiene dall'energia negativa. Un fiore, per quanto bello, un giorno diventerà concime, ma se sai come Franco Megalihttps://plus.google.com/117800877872793314750noreply@blogger.com0
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Contempla Queste Cose – Mooji

Webzine sulla Meditazione - Gio, 11/04/2013
Se non sai questo, tutto il resto è una perdita di tempo, tutto ciò che impari dovrai abbandonarlo prima o poi … Non è importante davvero ciò che appare sulla superficie. Davvero non è importante se stai facendo esperienza del…Leggi altro ›
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Fa' di te stesso un'isola

L'ora di meditazione - Gio, 11/04/2013
Fa' di te stesso un'isola, fa' di te stesso il tuo rifugio; non c'è altro rifugio. Fa' dell'evidenza la tua isola, fa' dell'evidenza il tuo rifugio; non c'è altro rifugio. E come ti trasformerai in in un'isola e in un rifugio per te stesso? In questo modo: osserva e contempla come il tuo corpo sia composto da tutte le forze dell'universo. Ardentemente e coscientemente dirigi il corpo trattenendo Franco Megalihttps://plus.google.com/117800877872793314750noreply@blogger.com0
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L'io e il mio: il valore dell'ego



Da quando nasce a quando muore l'uomo pensa di essere un io. Io sono Tizio, io sono Caio, io sono Sempronio, ecc. O, per meglio dire, quando nasce, il neonato non sa ancora di essere un io e non si pone nemmeno il problema. Ma i suoi genitori stanno ben attenti: immediatamente lo battezzano, cioè gli danno un nome. Poi gli insegnano a parlare - e la prima cosa che gli insegnano è di essere un io: io sono Mario, io sono Francesco...
Le nostre lingue ci dicono che ogni frase deve incominciare con il pronome "io", "tu", "lui", ecc. E questo si insegna nelle famiglie e nelle scuole. Si racconta al bambino la sua storia e gli si dice chi è, di chi è figlio, a quale tradizione,a quale cultura, a quale storia o a quale nazione appartiene. Infine gli si assegna una carta d'identità. Così l'individuo sa chi è e, da quel momento, dice anche "questo è mio", questo è "tuo", ecc. Insomma dal senso dell'io nasce il senso del mio - si tratta pur sempre di proprietà: questo sono "io" e questo è "mio". Per la legge, non è concepibile che non esista un io, un'identità. Oltre ai documenti si assegna anche un codice fiscale e mille altri documenti del genere che ci diranno chi siamo e che cosa è nostro.
Per il mondo non è ammissibile che uno non sappia di essere un io; se non lo sa, viene messo in un manicomio. È certamente un alienato, un anormale. Ma non basta. Se qualcuno entra nella vita religiosa, subito gli viene assegnato un altro nome. Un monaco o un Papa devono cambiare nome. Cambiano nome per segnalare che hanno cambiato identità. Hanno cambiato identità, però non hanno perso l'identità: sanno benissimo chi sono. Non c'è nessuna religione che ti tolga l'identità, che ti dica che non sei nessuno.
Il senso dell'io e del mio è il fondamento del nostro essere nel mondo. Non ci basta essere, dobbiamo essere un io, dobbiamo essere delimitati, confinati in un io - e in un io definito, definibile, in modo inequivocabile. Se entrate in Rete dovete avere un'identità e, quando entrate in un sito, vi viene chiesto di identificarvi o comunque venite identificati in modo sicuro, magari scegliendo nickname e password.
Il nome è fondamentale. L' "io sono" è fondamentale. Il Dio della Bibbia, non appena apre bocca, dice. "Io sono". Io sono colui che è, il mio nome è Javeh o qualche altro nome.
La nostra paura atavica è di non essere un io, di non essere riconosciuti o amati. Se non veniamo riconosciuti da qualcuno, se non veniamo amati dai genitori, ne portiamo una ferita per tutta la vita. Ma ogni momento è scandito dalla paura di non essere, che per la società diventa paura di non essere qualcuno. Lei non sa chi sono io. All'identità personale viene aggiunta l'identità sociale, quella del ruolo rivestito nella vita. E ogni momento è contrassegnato dalla paura di non essere più un io, di morire. Che cos'è infatti la morte se non lo stato in cui non si è più un io e neppure si è? Questo è il massimo degli orrori, insopportabile per l'ego.
Nell'esistenza ogni ferita all'ego provoca un'immediata reazione. Che cos'è un'offesa, un'ingiuria se non un'aggressione al tuo ego? Tu ti credi intelligente ma sei un deficiente. Tu ti credi una persona importante, ma non sei nessuno. Ecco, non essere nessuno è la massima offesa.
Il confinamento dell'essere in un io è come la nascita di un pianeta, con tutti i suoi satelliti. Da una nebulosa a poco a poco si condensa qualcosa e quel qualcosa assume una fisionomia "solida", concreta, ben definita.
Eppure, eppure... qualche uomo straordinario dice anche che l'ego, con tutto l'egoismo che inevitabilmente comporta, è il problema di fondo, è il male di fondo. Gesù, per esempio, sostiene che per farsi suoi seguaci, bisogna rinunciare a ogni cosa, anche a se stessi; e tutta la sua predicazione si rivolge a combattere l'egoismo, l'egocentrismo. Quando parla di amore indica proprio questo: la perdita del proprio ego. Io e gli altri siamo la stessa cosa. D'altronde, quando ami o quando fai l'amore, per un po' perdi proprio il tuo confinamento in un ego e ti apri ad un altro. E non ti trovi male. Ma poi ti limiti ad assimilare anche quest'altro nel tuo io: anche il tuo amore diventa "tuo", una parte di te.
Il buddhismo, che è la religione più radicale e più profonda di tutte, aggiunge qualcosa di unico. Mentre le altre spiritualità ti assicurano che il tuo fondamento è un "ego trascendentale", un ego divinizzato, il divino confinato in te, il Buddha sostiene che non esiste nessuna anima, anzi che l'illusione prima dell'uomo è proprio quella di essere un ego eterno, un io che sopravvive alla morte. Mentre tutti cercano di assicurarsi un buon posto nell'aldilà, un'anima imperitura, magari di fianco al Padreterno, e accumulano beni (immateriali) come le buone azioni, le preghiere, le confessioni, le penitenze, ecc, l'illuminato buddhista ti dice che devi liberarti prima di tutto di questo desiderio, di questa illusione, di questa presunzione. La suprema beatitudine non è essere eterni ma dismettere la pretesa di essere; la vera felicità è la cessazione di sé. Tre sono le presunzioni da cui devi liberarti: "Io sono migliore di qualcuno", "io sono peggiore di qualcuno" e "io sono uguale a qualcuno". E infine devi liberarti del tuo stesso ego, devi giungere alla tua stessa estinzione: ecco che cos'è il nirvana. Questa sì che una vera dieta dell'anima, una vera umiltà! Ma non finisce qui: l'illuminato deve arrivare a considerare se stesso, il proprio io, come un processo impersonale.
Agire impersonalmente. Chi ci riesce? Forse nessuno. Ma il merito di questa linea di pensiero è di mettere in dubbio tutte le nostre certezza acquisite, il nostro egocentrismo, le nostre paure, i nostri successi. Forse sbagliamo tutto. Forse un successo dell'ego è una sconfitta spirituale; è un passo indietro anziché un passo avanti nel nostro processo evolutivo. Forse siamo tutti vittime della nostra convinzione egoica. Forse è davvero meglio essere un po' meno ego-centrati.
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Pensieri ed emozioni (psico quantistica)

Webzine sulla Meditazione - Mer, 10/04/2013
Il campo quantico è un universo in cui coesistono infinite onde di possibilità. Ognuna di esse è dotata di energia e di una firma elettromagnetica. Se è così anche i pensieri e le emozioni – se creano realtà – devono…Leggi altro ›
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MedMob Earth Day – 21 Aprile – Giornata Mondiale della Terra

Webzine sulla Meditazione - Mer, 10/04/2013
Meditazione gratuita per celebrare insieme a milioni di persone in tutto il Pianeta la Giornata Mondiale della Terra. Un evento di meditazione gratuito e aperto a tutti, organizzato in un luogo pubblico e facilmente raggiungibile. Anche questo medmob si svolge…Leggi altro ›
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Una storia zen sulla mente inquieta

Webzine sulla Meditazione - Mer, 10/04/2013
Mentre Bodhidharma fissava un muro in stato di meditazione, Hui-ko, il monaco che sarebbe divenuto il secondo Patriarca dello Zen, gli si avvicinò per chiedergli un insegnamento. Insistette più volte, ma Bodhidharma rifiutò di dargli alcuna istruzione. Tuttavia Hui-ko non…Leggi altro ›
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La spiritualità non è una tendenza etica

L'ora di meditazione - Mer, 10/04/2013
Qualche rapido spunto di riflessioni etiche per comprendere come la meditazione sia essenzialmente spiritualità in itinere. Percorso lungo o breve, lineare o tortuoso, ma pur sempre la ri-scoperta della propria autenticità. Ciò che era sotto gli occhi da sempre, ma rifiutavamo di vedere. L'afflato primigenio alla ricerca di un modo ed un mondo più giusti, più equi. Quindi, spiritualità come Franco Megalihttps://plus.google.com/117800877872793314750noreply@blogger.com0
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La meditazione aumenta la temperatura globale del corpo

Webzine sulla Meditazione - Mar, 09/04/2013
Mostrato, per la prima volta, che il cervello puo’ controllare la temperatura del corpo. Gli scienziati della University of Singapore, come si legge su PLoS ONE, hanno infatti trovato che la temperatura globale del corpo aumenta se si pratica un…Leggi altro ›
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Breath of the Heart (Il respiro del Cuore) – Krishna Das

Webzine sulla Meditazione - Mar, 09/04/2013
Secondo le antiche scritture indiane la pratica tradizionale di cantare il nome di Dio – che si tratti di Krishna, Rama, Ganesh, o un’altra delle numerose divinità – è un percorso che porta all’unione con il divino. Il Kirtan è…Leggi altro ›
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"L'uomo perfetto è senza io" - dal Zhuang-zi

L'ora di meditazione - Mar, 09/04/2013
"«L'uomo perfetto è senza io, l'uomo ispirato è senza opera, l'uomo santo non lascia nome». [...] La grande intelligenza abbraccia, la piccola discrimina [...]. Come ha potuto il Tao oscurarsi al punto che vi debba essere distinzione tra il vero e il falso? Come ha potuto la parola offuscarsi al punto che vi debba essere distinzione tra l'affermazione e la negazione? [...] Il Tao è offuscato Franco Megalihttps://plus.google.com/117800877872793314750noreply@blogger.com0
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