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Dillo ancora, ancora ed ancora

I metodi della propaganda religiosa non sono affatto dissimili da quella pubblicitaria. Tuttavia l'apostolato ecclesiale non si limita ad informare, ma favorisce l'emotivita' della fede cieca e irriflessiva. La incoraggia per il semplice motivo che pone innanzitutto l'accento sulla necessità di credere prim'ancora che sull'opportunità di discernere. I malcapitati involontari "clienti" di questo genere d'assurda promotion, non riescono più a distinguere lo storico dal mitico e diventano proseliti di un condizionamento che annovera persino illustri militanti. Il benessere della società odierna, ovviamente senz'altro perfettibile, è tale solo per i progressi di scienza, coscienza e conoscenza, osteggiate da sempre proprio da coloro che intenderebbero salvarci. Ma che dovremmo rifuggire, se non la nostra stessa servile ignoranza?

«Una delle leggi alla base di qualsiasi forma di pubblicità (advertising) è la ripetizione. Questo significa, ad esempio, che è molto più efficace pubblicare su una rivista una pubblicità di un quarto di pagina per quatto uscite consecutive piuttosto che pubblicarla a piena pagina per una sola uscita.

Ecco i venti passi che un utente percorre per diventare un cliente grazie alla pubblicità:

  1. La prima volta che una persona vede una pubblicità non la vede.
  2. La seconda volta, non la nota.
  3. La terza volta, si accorge della sua esistenza.
  4. La quarta volta, si ricorda solo di averla già vista prima.
  5. La quinta volta, la legge.
  6. La sesta volta, punta il naso all’insù verso di essa.
  7. La settima volta, la legge e dice “O signore!”
  8. L’ottava volta, dice: “Ecco ancora quella confusa cosa!”
  9. La nona volta, si domanda che cosa sia.
  10. La decima volta, chiede al suo vicino se ha provato il prodotto pubblicizzato.
  11. L’undicesima volta, si chiede quanto possa costare.
  12. La dodicesima volta, pensa che potrebbe essere una cosa interessante.
  13. La tredicesima volta, pensa che forse potrebbe valere qualcosa.
  14. La quattordicesima volta, si ricorda di aver sempre voluto una cosa del genere.
  15. La quindicesima volta, è tormentato perchè non è in grado di acquistarlo.
  16. La sedicesima volta, pensa che un giorno o l’altro lo comprerà.
  17. La diciassettesima volta, scrive un appunto per ricordarsi di comprarlo.
  18. La diciottesima volta, impreca contro la sua povertà.
  19. La diciannovesima volta, conta i suoi soldi con attenzione.
  20. La ventesima volta che vede quella pubblicità, la persona compra ciò che viene offerto.

La progressione descritta è stata stilata da Thomas Smith nel 1885 a Londra. A quel tempo in cui Internet non esisteva ed il marketing era basato sopratutto sul passa parola, la natura umana si era già rivelata a Thomas Smith facendogli descrivere i passi che spingono una persona ad acquistare un prodotto dopo averlo visto e rivisto in una pubblicità.

Al giorno d’oggi a seconda dell’audience, del prodotto pubblicizzato, della pubblicità e di altri fattori il numero di impression necessarie a portare il consumatore all’acquisto può variare sensibilmente sia in positivo che in negativo, resta comunque valido un concetto fondamentale: la ripetizione è una delle chiavi del successo di una campagna pubblicitaria.»

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  • Propagandare la fede, specialmente quando si adottano escamotage martellanti come i metodi appena descritti, è una pratica molto discutibile. Qui non stiamo questionando sull'esistenza di Dio. Come mai le grandi religioni monoteiste sono state, da sempre, così conflittuali? Le religioni che si fondano su verità rivelate protendono, senza sosta, all'intransigenza e all'ostinazione, come al settarismo. Il fatto di sentirsi custodi di verità assolute da inculcare agli altri per la salvezza della loro anima riflette un atteggiamento egoico che non ha nulla di spirituale sino al punto di negare quel medesimo concetto di Dio che con tanto affanno s'impegnano a diffondere, che così tenacemente si sforzano di propagandare.

    salius

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