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La creatività come poesia e percorso olistico - 2

Seconda parte della riflessione sulla creatività. Qui puoi leggere la prima.

Trovo peraltro in questo dei punti di contatto con il percorso interiore ingenerato dalle discipline orientali od olistiche in genere. Dove si comincia con l’analisi dei dati di realtà esterni, il legame emotivo ed energetico che si ha con gli stessi, e le emozioni che suscitano nel profondo di noi stessi e l'influenza sui nostri comportamenti e sull’interpretazione della realtà. Nella visione poetica avviene qualcosa di simile e mentre il lavoro sul corpo e sullo spirito consentono di affinare la visione e di leggere quei dati in modo sempre più speculare rispetto alla propria interiorità, così la poesia diviene riflesso di ciò che succede nell’anima sotto l’influsso di quei dati e di come essi vengano percepiti dalla nostra sensibilità.

Ancora, nel percorso olistico pian piano l’influenza della realtà esterna diventa strumento di riflessione del proprio universo interiore, in modo da spostare gradualmente l’attenzione dall’esterno all’interno, nella poesia avviene la stessa cosa. Il collegamento con la realtà che fa da eco ai sentimenti e alle emozioni si capovolge e il flusso dall’interno all’esterno muta invertendo il suo corso dall’esterno all’interno. In entrambi i casi si smette di dipendere dalla realtà esterna, e si crea uno spazio interiore dal quale osservare e comprendere.

Devo dire che la poesia ha il vantaggio di essere già un collegamento privilegiato tra l’osservatore e le cose osservate, la realtà viene da subito “riletta” da una posizione che non è “passiva”, che spesso viene trasformata, trasfigurata e resa più intima. Il poeta è già di per se predisposto alla veggenza e alla “lettura” dell’essenza intima delle cose. Questa felice disposizione spesso porta ad intraprendere percorsi iniziatici e alternativi.

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