Una cortese visitatrice mi ha riferito di aver perso l'amato figlio. La sensazione di averlo sempre vicino le tiene senz'altro compagnia. Ma si chiede, comunque, come riuscire a comunicare più direttamente con lui. Ben consapevole di poter soltanto abbozzare (una parvenza di risposta ), le replico con grande mestizia.
Gent.ma, quando si ama davvero si desidera, soprattutto, l'altrui bene. Ti sei mai chiesta quale fosse, sia o sarà il bene del figlio che rammenti con tanto affetto? Evidentemente è quello presente. In genere tendiamo ad opporci agli eventi che comportano distacchi, ed è più che giusto. Ciò non toglie che al momento cruciale le circostanze assumano una piega tale da divenire apparentemente irreversibili. Tu stai soffrendo ora, ma tuo figlio vive anch'esso ora. Vive innanzitutto nel tuo cuore. E comunica con te proprio tramite il medesimo. Naturalmente non conosciamo, né tu né io, ma penso proprio nessun altro se non con una fervida immaginazione, la sua forma attuale. Ciò nondimeno la sua essenza rimarrà, comunque e per sempre, la medesima. Una splendida meteora di luce che ha attraversato il cielo limpido del firmamento terra rilasciando dietro di se fantastici e indimenticabili sorrisi di eterna e gioiosa gratitudine.