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racconti

Racconti in prospettiva spirituale, racconti che ci accompagnano lungo il percorso di meditazione o, più semplicemente, racconti su cui riflettere o meditare, brevi racconti da commentare per esprimere la propria opinione. Racconti per sorridere, ma il cui vero scopo è offrire un aiuto a riscoprire se stessi, a esplorare la propria interiorità. Categoria Racconti (aneddoti, narrazioni, cronache, novelle, favole, fiabe, storie) del Blog di Meditare.net (meditazione, benessere, spiritualita').

Una parabola sul qui e ora

La meditazione è uno dei pochi fenomeni naturali che puoi realizzare solo qui e ora. La presenza di spirito che comporta implica, tuttavia, il superamento dell'ego. Ci sarai, ma nel contempo ti sembrerà di essere assente.
“Dei pescatori pescarono una bottiglia dall’abisso. Dentro c’era una carta e sulla carta queste parole: “Aiuto, salvatemi! L’oceano mi ha gettato su un’isola disabitata. Sto sulla costa e aspetto aiuto. Fate in fretta. Sono Qui!”

Il Buddha dal naso nero

La bellezza e lo splendore della spiritualità e, di converso, della meditazione, non sono sempre in superficie. Anzi, a volte, se si esagera, potrebbero apparire ammantate da un velo di fuliggine non proprio candido.

«Una monaca che cercava l'Illuminazione fece una statua di Buddha e la ricoprì tutta di una lamina d'oro. Dovunque andasse, portava con se questo Buddha d'oro.

Ah si'? - racconto zen

Talvolta ci s'interroga sul rapporto tra meditazione e spiritualità. Di come la meditazione - una sorta di silente e quiescente riflessione introspettiva che rallenta i ritmi vorticosi del pensiero per adattarsi spontaneamente alla percezione di "ciò che è" la vita prima che i filtri culturali abbiano il sopravvento - modifichi la nostra consapevolezza. L'aneddoto seguente, pur semplificando all'estremo un atteggiamento compassionevole, nonché trattandosi comunque della risposta di un monaco, rivela sicuramente i migliori tratti caratteristici del meditante provetto ...

Resta tranquillo

Un breve racconto sul valore del silenzio come meditazione.
 
«Una piccola storia, che risale a circa due, o trecento anni fa. Un economo era impiegato in un palazzo, in India. Mori', ed il figlio, molto giovane, dovette subentrare al suo lavoro. Era un giovane intelligente, ben istruito, attratto dalla vita spirituale. Aveva studiato la lingua del proprio paese - il tamil - ed anche il sanscrito. Si era ben preparato per la ricerca spirituale.

Ancora 3 giorni - racconto zen

Sei capace di sentire il suono di una mano sola? Può darsi che – se conosci la meditazione – tu sappia già di cosa stia parlando. Questo breve racconto ne disvela l'arcano.

"Suiwo, il discepolo di Hakuin, era un bravo insegnante. Un'estate, durante un periodo di ritiro, ebbe la visita di un allievo che era venuto a lui da un'isola meridionale del Giappone.

Dialogo - racconto zen

Questo racconto zen si avvale di un paradosso per indicare la via della consapevolezza e allude e quindi rappresenta quella dell'auto-coscienza che è meditazione.

«Qualunque monaco girovago può fermarsi in un tempio Zen, a patto che sostenga coi preti una discussione sul Buddhismo e ne esca vittorioso. Se invece perde, deve andarsene.

In un tempio nelle regioni settentrionali del Giappone vivevano due fratelli monaci. Il più anziano era istruito, ma il più giovane era sciocco e aveva un occhio solo.

Illuminazione in sette giorni

Budda annunciò ai suoi discepoli: chi si sforza – chi s'impegna nella pratica della meditazione, ndr – può raggiungere l’illuminazione in sette giorni. Se non ci riuscirà, di sicuro la raggiungerà in sette mesi, o in sette anni. Il giovane decise che l’avrebbe raggiunta in una settimana e volle sapere come doveva comportarsi: “concentrazione” fu la risposta.

Lo yogin e il folle

Nasrudin, il maestro folle della tradizione sufi, passa davanti a una grotta, vede uno yogin immerso in meditazione e gli domanda che cosa stia cercando.

Due prove sul cammino spirituale

"Il grande maestro della tradizione sufi – i dervisci che praticano la meditazione roteando, volteggiando, ndr –, Nasrudin, fu invitato ad una conferenza.

Niente acqua, niente luna

Quali sono i frutti della meditazione? Il concetto è trito e ritrito. Pace, calma, serenità, tranquillità di spirito, sembrano solo parole che si stagliano sul cielo, apparentemente limpido, dellla mente che sogna, della mente che agogna, si aggrappa e combatte quasi sempre per il superfluo. Ma allora, cos'è che ci conduce alla meditazione?  La monaca Chiyono lo descrive in una delle 101 storie zen con pochi e semplice quanto arguti versi. Se c'è qualcosa di cui diffidare – quando hai intrapreso il cammino spirituale – è della tua stessa mente, della mente che mente.

Non-attaccamento (storia zen)

E' vero che gli attaccamenti rischiano di disturbare la meditazione? In che modo l'ostacolano? A volte persino l'eccessiva dedizione a pratiche spirituali come la meditazione può trasformarsi in un vero e proprio impedimento. E' sufficiente sapere che gli attaccamenti – morbosi – implicano di per sé sofferenza. Mentre mollare la presa crea spazio. E questo è meditazione.

Socrate ed il pettegolezzo

Socrate è stato accomunato spesso alla ricerca spirituale e, di converso, anche se indirettamente, alla meditazione. Probabilmente è dovuto alla sua acutezza e profondità di giudizio. Un breve racconto.

«Un giorno, un uomo andò a trovare Socrate e gli disse:

"Socrate, devo raccontarti una cosa su un tuo giovane allievo. Vedi, il fatto è che lui..."

Due Ciliegi Innamorati (storia Zen)

Le storie zen sono, fondamentalmente, racconti che riguardano la meditazione.

«Due Ciliegi innamorati, nati distanti, si guardavano senza potersi toccare. Li vide una Nuvola, che mossa a compassione, pianse dal dolore ed agitò le loro foglie ... ma non fu sufficiente, i Ciliegi non si toccarono.

Un contadino giapponese disperato (storiella Zen)

Un contadino giapponese disperato chiese un incontro con un famoso maestro di meditazione – un maestro Zen – e il suo allievo: quando si presentò il contadino disse: "Maestro, mi devi aiutare! Sono disperato! Mia moglie mi ha scacciato di casa perchè dice che sono un fannullone, mio figlio maggiore è scappato con una geisha invece di aiutarmi nei campi, il Daimyo ha preso gli altri due miei figli maschi per le sue guerre, non mangio da tre giorni, mia madre è morta il mese scorso. Ti prego aiutami, solo tu puoi farlo!!!".

Dai detti del Maestro Nanyue Huairang

"Mazi Daoyi dimorava nel tempio di Ch'uan Fa a Nan Yo, dove aveva una capanna per vivere in isolamento e praticare la meditazione. [...] Un giorno Nanyue Huairang andò a fargli visita, ma Mazi Daoyi non prestò attenzione al visitatore. [...]

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