Divino ed eterno è lo spirito.
Verso di esso, di cui noi siamo immagine e strumento
va il nostro cammino; il nostro più profondo anelito è:
divenire come lui, trasmutarci nella sua luce.
Ma siamo terrestri e mortali,
su noi creature l’inerzia carica il peso.
La natura, è vero, ci seduce
con la sua bellezza e il suo materno calore:
la terra ci allatta, ci adagia nella culla e nella bara,
ci invita a restare quaggiù tra i suoi fiori;
ma la natura non ci appaga:
il lampo premonitore dello spirito immortale
attraversa il suo materno incanto,
paternamente, fa del bambino un uomo:
estingue l’innocenza, ci sveglia alla lotta, alla coscienza.