Anche la religione fa business
Lo sapevamo già, direte, ma l'articolo che segue ne tratta in modo spensierato. Mi chiedo, e se non fosse la ruota del carro a seguire l'incedere del bue, bensì viceversa?
«Ma non è peccato! Alludo al viaggio organizzato dall’Indian Railways Catering and Tourism Corporation per i 370 milioni di indiani buddisti e per i molti sparsi nel mondo (in Italia sono già oltre 80.000) che vogliono andare in pellegrinaggio in tutti i posti toccati da Siddharta, a cominciare da Lumini, oltre la frontiera con il Nepal dove Gautama Siddharta è nato e nei templi che sulle pendici dell’Himalaya sono sorti per commemorare i fatti salienti di questa antica religione (Il principe Gautama Siddharta divenuto il Budda, visse tra il 558 e il 478 a.C.), sino a Malanda Bodhgaya dove divenne l’Illuminato e Sarnath dove, divenuto il Budda, espose i principi della sua dottrina. Il business del titolo è legato al fatto che con spirito saggio è possibile spendere fino a 500 dollari al giorno e per questa cifra si otterrà una cabina con letto singolo, e nel vagone una cabina con la doccia e divani con velluti e servitori in livrea per esaudire ogni desiderio, e biglietti per posti normali che costeranno da 80 a 120 dollari a persona compresi nella cifra, i pasti per le due settimane e gli spostamenti dalle stazioni ai templi e ritorno.
D’altronde le quattro nobili verità, inserite nel primo sermone di Sarnath sono: Non ci può essere esistenza senza dolore; la causa del dolore è il desiderio, eliminando il desiderio si elimina il dolore; esiste la via che conduce alla eliminazione del desiderio e quindi del dolore.
Verrebbe da dire se non desidero la cabina da solo e la cabina con la doccia e i servitori e tutto il resto sono felice del mio viaggio in economia e questa è una grande verità che non sarà appannaggio solo del Budda perché con parole diverse il concetto viene espresso anche dalla scuola stoica greca da Zenone la cui nascita non è chiara, alcuni la pongono intorno alla fine del 500 a.C. e altri intorno al 300 a.c. quindi potrebbe essere contemporaneo di Budda o lontano da lui due secoli. Ma li divide soprattutto la terra dove sono nati e infatti Zenone innesta nel suo ragionamento il logos come segno di verità ma il logos è un elemento divino, mentre Budda pone il sentimento dell’uomo, il desiderio (la bramosia, NdR) e casomai è la loro via per eliminare il desiderio (la cupudigia, NdR) che può ammantarsi di metafisico, il resto è tutto umano (e questa è la ragione per cui molti occidentali stanno convertendosi al buddismo, secondo me).
Certo il monaco buddista non cerca ne ha oro e mirra, ma chi non è monaco non deve andare in giro con la bisaccia e la tazza, può andare da ricco e questo non lo rende meno illuminato.
Ma è un altro discorso.
Salvatore Serrano»


