Amato figlio
Una cortese visitatrice mi ha riferito di aver perso l'amato figlio. La sensazione di averlo sempre vicino le tiene senz'altro compagnia. Ma si chiede, comunque, come riuscire a comunicare più direttamente con lui. Ben consapevole di poter soltanto abbozzare (una parvenza di risposta ), le replico con grande mestizia.
Gent.ma, quando si ama davvero si desidera, soprattutto, l'altrui bene. Ti sei mai chiesta quale fosse, sia o sarà il bene del figlio che rammenti con tanto affetto? Evidentemente è quello presente. In genere tendiamo ad opporci agli eventi che comportano distacchi, ed è più che giusto. Ciò non toglie che al momento cruciale le circostanze assumano una piega tale da divenire apparentemente irreversibili. Tu stai soffrendo ora, ma tuo figlio vive anch'esso ora. Vive innanzitutto nel tuo cuore. E comunica con te proprio tramite il medesimo. Naturalmente non conosciamo, né tu né io, ma penso proprio nessun altro se non con una fervida immaginazione, la sua forma attuale. Ciò nondimeno la sua essenza rimarrà, comunque e per sempre, la medesima. Una splendida meteora di luce che ha attraversato il cielo limpido del firmamento terra rilasciando dietro di se fantastici e indimenticabili sorrisi di eterna e gioiosa gratitudine.
Ti racconto un aneddoto della vita del Buddha storico Gautama Siddharta. Accadde che una donna giustamente disperata per la scomparsa di un proprio caro si rivolgesse in cerca d'aiuto al Buddha che transitava, in quel preciso momento, per le vie del suo villaggio. Naturalmente, conoscendone l'inusitata fama di dotto e santo illuminato gli chiese il massimo, e cioè di resuscitare l'amata spoglia inanime che ancora giaceva presso la sua abitazione. Il Buddha ne ebbe compassione e le promise che l'avrebbe senz'altro aiutata a patto che lei gli portasse, ora non rammento con esattezza cosa le chiese, mi pare si trattasse di alcuni semi molto comuni che provenissero, per l'appunto, da una casa in cui non si fossero mai verificati eventi luttuosi. La povera, ma coraggiosissima donna bussò alle porte degli alloggi di tutto il paese. E chiunque si dichiarava subito senz'altro disposto ad aiutarla. Tuttavia le faceva notare che anche in quella casa si erano verificati, a suo tempo, tristi distacchi, luttuosi abbandoni ... Quella mamma non impiegò molto a comprendere. Ritornò dal Buddha e lo ringraziò con tutto il cuore per lo splendido dono d'insegnamento che aveva saputo così semplicemente impartirle.



Commenti
il filo invisibile dell'amore infinito
sono cristina vi ringrazio delle vostre parole. mi echeggiano nella mia mente queste parole " perchè ti affanni tanto in un posto che sei solo ospite?" ma non tutti nè sono consapevoli come se il problema morte appartenesse sempre ad altri....io ho perso una sorella giovane bella ma purtroppo con una brutta malattia. ho sofferto tanto e credevo di sapere o almeno di essere preparata a questo grande distacco,,,,,,ma quando ha perso la vita mio figlio paolo ho capito che questa vita terrena è solo un puntino di una lunga linea. esiste una vita nell'aldilà una vita eterna gioisa che pochi eletti hanno il dono di potersi collegare ma io ti dico che esistono e posso raccontarti le mie esperienze. tempo fà una donna mi ha raccontato l'incidente di paolo descrivendomi il luogo le sensazioni di paolo e anche imiei movimenti di quel momento ha risposto a delle domande che esistevano solo nel mio cuore e dall'ora mi sono rispuntati i colori in questa che si definisce vita. ho continuato ho viaggiato e posso assicurarti che ci sono persone con dei doni eccezionali..vorrei lanciare un appello a tutte le mamme che hanno perso un figlio "nulla è perduto sono vivi e vivono le nostre sensazioni e ci amano piu' di prima rassicurateli lasciateli andare sempre piu' in alto tanto c'e il cordone ombellicale(il filo invisibile dell'amore infinito) che ci lega per l'eternità" sono disposta a parlare con tutte le persone interessate grazie