meditazione
Il ciclo della sofferenza
Quando il buddhismo parla dell’inevitabilità della sofferenza, non vuol dire che tutto sia dolore, ma che la vita è prevalentemente contraddistinta dal dolore. Pessimismo?
Leggo su un giornale che il neonato ha sette modi di piangere: per fame, per dolore fisico, per disagio, per solitudine, per paura, per eccessiva stimolazione e per stanchezza. Benvenuto nel nostro mondo.
Credo che talvolta nel piacere di mettere al mondo altri esseri ci sia una specie di perversione; come dire: io soffro e adesso faccio soffrire qualcun altro.
Se non si prende coscienza di questo stato di cose, e si crede che sia possibile una felicità duratura, si continua a perpetuare un’illusione e, con essa, il ciclo della sofferenza.
Leggo su un giornale che il neonato ha sette modi di piangere: per fame, per dolore fisico, per disagio, per solitudine, per paura, per eccessiva stimolazione e per stanchezza. Benvenuto nel nostro mondo.
Credo che talvolta nel piacere di mettere al mondo altri esseri ci sia una specie di perversione; come dire: io soffro e adesso faccio soffrire qualcun altro.
Se non si prende coscienza di questo stato di cose, e si crede che sia possibile una felicità duratura, si continua a perpetuare un’illusione e, con essa, il ciclo della sofferenza.
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Restare aperti
Ho sentito un vescovo che ripeteva alla televisione tutti i luoghi comuni della dottrina cristiana, e cioè che Dio ci ama e che ci aiuta, ecc. È il solito infantilismo teologico, per cui Dio viene assimilato a un Padre amorevole. Una sciocchezza che non dà conto della terribilità del vivere, del male devastante che può colpire tutti in ogni momento, senza una ragione apparente. Almeno, in Oriente, con il concetto di karma si dà una giustificazione logica al male che colpisce gli innocenti o i buoni.
Ma il punto è che queste spiegazioni lasciano il tempo che trovano, perché quando ti trovi morente in un letto d’ospedale o nella carrozzeria accartocciata di un’automobile o sotto una casa crollata, non ti consola molto pensare che Dio è un Padre amorevole o che è tutta colpa del karma. In quegli ultimi istanti ti rendi conto che non sai nulla e che ogni chiacchiera è inutile.
In realtà, queste spiegazioni non solo sono inutili, ma sono anche dannose. Sì, perché inducono la gente a non cercare più.
Di solito, questa ricerca sul senso della vita la facciamo da giovani. Poi, di fronte ai problemi e alle preoccupazioni, si blocca. Allora smettiamo di cercare e aderiamo a qualche risposta prefabbricata, oppure diventiamo atei o scettici.
Con il tempo, insomma la nostra mente si sclerotizza e la nostra ricerca si ferma.
La meditazione non ci dà risposte precostituite, ma ci insegna a non smettere mai di restare aperti e svegli, e di porre la domanda.
Ma il punto è che queste spiegazioni lasciano il tempo che trovano, perché quando ti trovi morente in un letto d’ospedale o nella carrozzeria accartocciata di un’automobile o sotto una casa crollata, non ti consola molto pensare che Dio è un Padre amorevole o che è tutta colpa del karma. In quegli ultimi istanti ti rendi conto che non sai nulla e che ogni chiacchiera è inutile.
In realtà, queste spiegazioni non solo sono inutili, ma sono anche dannose. Sì, perché inducono la gente a non cercare più.
Di solito, questa ricerca sul senso della vita la facciamo da giovani. Poi, di fronte ai problemi e alle preoccupazioni, si blocca. Allora smettiamo di cercare e aderiamo a qualche risposta prefabbricata, oppure diventiamo atei o scettici.
Con il tempo, insomma la nostra mente si sclerotizza e la nostra ricerca si ferma.
La meditazione non ci dà risposte precostituite, ma ci insegna a non smettere mai di restare aperti e svegli, e di porre la domanda.
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I molti nomi dell'amore
In una lingua esistono 25 nomi per indicare altrettanti tipi di amore. Da noi ce n’è uno solo, e da qui nasce tutto l’equivoco. Infatti l’amore per un uomo o una donna non ha niente a che fare con l’amore per i poveri o per i perseguitati. Non a caso, il primo tipo di amore dà origine alla gelosia, che è una forma di possessività. Vi immaginate che possa nascere la gelosia per i poveri o per i diseredati? I due tipi di amore sono l’uno l’opposto dell’altro: il primo è del tutto egocentrico, mentre il secondo è disinteressato...a meno che non sia un alibi per sentirsi buoni.
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Informative
La Santa Sede ha cacciato uno dei “Gentiluomini di Sua Santità”, persone scelte che operano “per il bene delle anime e la gloria nel nome del Signore”, perché un’informativa dei carabinieri ha svelato che il “gentiluomo” in questione organizzava festini gay con l’aiuto di un corista della “Reverenda Cappella Musicale della Sacrosanta Basilica Papale di san Pietro”.
I cattolici si consolino: in compenso è stato scoperto che i fondi neri di un noto faccendiere inquisito erano conservati nella cassaforte di un prete, economo della “Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù”. Però, la cassaforte era nascosta dietro un quadro di tema religioso.
I cattolici si consolino: in compenso è stato scoperto che i fondi neri di un noto faccendiere inquisito erano conservati nella cassaforte di un prete, economo della “Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue di Gesù”. Però, la cassaforte era nascosta dietro un quadro di tema religioso.
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Perversioni pervicaci e tradizioni perverse
Si allarga lo scandalo dei preti pedofili che ormai assume dimensioni mondiali (dagli USA all’Irlanda e alla Germania), a dimostrazione che non è un fatto occasionale, ma costituzionale.
Il problema è sempre lo stesso: la cultura repressiva con cui è addestrato il prete. La sessualità non può essere cancellata, perché fa parte della natura umana, e quindi, quando viene repressa, tende a uscir fuori da qualche parte, prendendo vie perverse.
La Chiesa continua ad andare contro natura perché chiede deleteri voti di castità. E questi sono i risultati di un’educazione sbagliata.
Il problema è sempre lo stesso: la cultura repressiva con cui è addestrato il prete. La sessualità non può essere cancellata, perché fa parte della natura umana, e quindi, quando viene repressa, tende a uscir fuori da qualche parte, prendendo vie perverse.
La Chiesa continua ad andare contro natura perché chiede deleteri voti di castità. E questi sono i risultati di un’educazione sbagliata.
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Alpha dog
L’uomo animale sociale...sì, come il cane, che ha bisogno di un capobranco. E questo bisogno del capobranco spiega alcuni regimi politici: dove c’è il dittatore; e religiosi: dove c’è il “buon pastore”.
Diceva Ennio Flaiano: “Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura”. E il motivo sta nei duemila anni di cattolicesimo che li ha irrimediabilmente condizionati ad avere bisogno di un “buon pastore”. Ma avete mai visto un pastore che faccia l’interesse delle pecore e non il proprio? Quando tiene in vita le pecore, lo fa per tosarle e prenderne il latte; e quando non gli servono più, ne fa carne da macello.
Molto meglio una spiritualità dove non ci siano né pecore né pastori.
Diceva Ennio Flaiano: “Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura”. E il motivo sta nei duemila anni di cattolicesimo che li ha irrimediabilmente condizionati ad avere bisogno di un “buon pastore”. Ma avete mai visto un pastore che faccia l’interesse delle pecore e non il proprio? Quando tiene in vita le pecore, lo fa per tosarle e prenderne il latte; e quando non gli servono più, ne fa carne da macello.
Molto meglio una spiritualità dove non ci siano né pecore né pastori.
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Gesù laico
Pochi riflettono sul fatto che Gesù era un laico, non un sacerdote – un laico che non era in buoni rapporti con i sacerdoti e i clericali della sua epoca: farisei, sadducei e scribi. E pochi riflettono sul fatto che furono proprio questi sacerdoti e questi clericali a volere la sua condanna a morte.
Pochi riflettono su questi fatti incontrovertibili perché dovrebbero giungere alla conclusione che mai e poi mai Gesù avrebbe voluto che dal suo insegnamento nascesse una Chiesa, e per di più una Chiesa gerarchica e dogmatica. Si può anzi dire che questo tipo di Chiesa, questo modo di intendere la religione, fu ciò contro cui lottò fino alla fine.
D’altra parte, è evidente che le frasi di fondazione della Chiesa, che troviamo nei Vangeli (poche e del tutto fuori testo), furono una manipolazione proprio della Chiesa nascente che cercava pezze d’appoggio.
Povero Gesù! Lui che combatteva contro il modo ritualistico e formalistico di interpretare la religione si è trovato a essere il fondatore di una Chiesa ritualistica e formalistica. Peggior tradimento non poteva esserci.
Pochi riflettono su questi fatti incontrovertibili perché dovrebbero giungere alla conclusione che mai e poi mai Gesù avrebbe voluto che dal suo insegnamento nascesse una Chiesa, e per di più una Chiesa gerarchica e dogmatica. Si può anzi dire che questo tipo di Chiesa, questo modo di intendere la religione, fu ciò contro cui lottò fino alla fine.
D’altra parte, è evidente che le frasi di fondazione della Chiesa, che troviamo nei Vangeli (poche e del tutto fuori testo), furono una manipolazione proprio della Chiesa nascente che cercava pezze d’appoggio.
Povero Gesù! Lui che combatteva contro il modo ritualistico e formalistico di interpretare la religione si è trovato a essere il fondatore di una Chiesa ritualistica e formalistica. Peggior tradimento non poteva esserci.
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Il Dio della giustizia
Il teologo Vito Mancuso scrive su “La repubblica” del 26/2/2010 che per un vita autentica non è necessaria la fede in Dio, ma basta “la fede nel bene e nella giustizia quali dimensioni più alte del vivere” – fede che non è affatto appannaggio dei credenti. E lo scrive perché evidentemente molti credenti credono il contrario e si ritengono superiori.
Lo stesso Gesù mostra che i più grandi farabutti sono spesso i sacerdoti e i clericali della sua epoca (farisei, sadducei, scribi). Per esempio, nella parabola del buon samaritano l’individuo più duro di cuore e indifferente è proprio il sacerdote.
In effetti, certe religioni come il buddhismo non credono affatto in un Dio, ma credono in un principio normativo superiore che rende la giustizia inesorabile. In sostanza, il Dio cacciato dalla porta ritorna dalla finestra. Ma si tratta di un Dio impersonale e perfettamente imparziale.
E qui nascono i problemi per il teologo cristiano, perché questo Dio impersonale non è affatto il Dio-Persona del cristianesimo e neppure il Dio capriccioso e parzialissimo dell’Antico Testamento. Può essere sì il Dio di Gesù, ma non il Dio dei cristiani.
Io, comunque, ho sempre più dubbi su questo principio del Bene superiore, che è poi il Dio della filosofia. E mi chiedo se non sia semplicemente un prodotto della psiche umana, che vorrebbe questa giustizia, questo equilibrio. E mi domando che cosa può esserci al di là di queste categorie mentali. Chi ci dice che tutto torni, che Dio non sia squilibrato? Davanti a noi non c’è mai uno spettacolo dove tutto torni e sia in equilibrio. Questa è la realtà. L’altra è una nostra esigenza. Ma chi ci dice che una nostra esigenza sia l’esigenza dell’Universo?
Lo stesso Gesù mostra che i più grandi farabutti sono spesso i sacerdoti e i clericali della sua epoca (farisei, sadducei, scribi). Per esempio, nella parabola del buon samaritano l’individuo più duro di cuore e indifferente è proprio il sacerdote.
In effetti, certe religioni come il buddhismo non credono affatto in un Dio, ma credono in un principio normativo superiore che rende la giustizia inesorabile. In sostanza, il Dio cacciato dalla porta ritorna dalla finestra. Ma si tratta di un Dio impersonale e perfettamente imparziale.
E qui nascono i problemi per il teologo cristiano, perché questo Dio impersonale non è affatto il Dio-Persona del cristianesimo e neppure il Dio capriccioso e parzialissimo dell’Antico Testamento. Può essere sì il Dio di Gesù, ma non il Dio dei cristiani.
Io, comunque, ho sempre più dubbi su questo principio del Bene superiore, che è poi il Dio della filosofia. E mi chiedo se non sia semplicemente un prodotto della psiche umana, che vorrebbe questa giustizia, questo equilibrio. E mi domando che cosa può esserci al di là di queste categorie mentali. Chi ci dice che tutto torni, che Dio non sia squilibrato? Davanti a noi non c’è mai uno spettacolo dove tutto torni e sia in equilibrio. Questa è la realtà. L’altra è una nostra esigenza. Ma chi ci dice che una nostra esigenza sia l’esigenza dell’Universo?
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Un paese senz'anima
In un paese senz’anima, i capi sono corrotti e lavorano più per i propri interessi che per quelli della gente.
In un paese senz’anima, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri.
In un paese senz’anima, i ricchi rubano a tutti e i poveri lottano tra di loro.
In un paese senz’anima, le alte cariche dello Stato e i poteri costituzionali si combattono a vicenda per avere il predominio.
In un paese senz’anima, la religione diventa un insieme ripetitivo di rituali e perde ogni spiritualità.
In un paese senz’anima, non si fanno più figli perché non si ha fiducia nel futuro.
In un paese senz’anima, i vecchi non lasciano più spazio ai giovani, che sono costretti ad emigrare.
In un paese senz’anima, non si avanza più per merito, ma solo per raccomandazione.
In un paese sen’anima, non si vincono più le competizioni sportive perché manca un sano spirito sportivo.
In un paese senz’anima, capitano di continuo sciagure e calamità, alcune provocate dalla natura che si ribella ed altre prodotte dagli stessi abitanti...
Ma quando perdiamo l’anima? Quando perdiamo il contatto con noi stessi, quando ci proiettiamo solo all’esterno, quando tutto, anche il divino, si fa esteriorità. Infatti, lo spirito degli individui e dei popoli non sta in qualche luogo al di fuori di noi ma proprio nella nostra interiorità.
Dunque, per recuperare l’anima dobbiamo recuperare il nucleo di spiritualità che sta dentro di noi.
Solo con la meditazione, il silenzio e la calma, si recupera la propria anima.
In un paese senz’anima, i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri diventano sempre più poveri.
In un paese senz’anima, i ricchi rubano a tutti e i poveri lottano tra di loro.
In un paese senz’anima, le alte cariche dello Stato e i poteri costituzionali si combattono a vicenda per avere il predominio.
In un paese senz’anima, la religione diventa un insieme ripetitivo di rituali e perde ogni spiritualità.
In un paese senz’anima, non si fanno più figli perché non si ha fiducia nel futuro.
In un paese senz’anima, i vecchi non lasciano più spazio ai giovani, che sono costretti ad emigrare.
In un paese senz’anima, non si avanza più per merito, ma solo per raccomandazione.
In un paese sen’anima, non si vincono più le competizioni sportive perché manca un sano spirito sportivo.
In un paese senz’anima, capitano di continuo sciagure e calamità, alcune provocate dalla natura che si ribella ed altre prodotte dagli stessi abitanti...
Ma quando perdiamo l’anima? Quando perdiamo il contatto con noi stessi, quando ci proiettiamo solo all’esterno, quando tutto, anche il divino, si fa esteriorità. Infatti, lo spirito degli individui e dei popoli non sta in qualche luogo al di fuori di noi ma proprio nella nostra interiorità.
Dunque, per recuperare l’anima dobbiamo recuperare il nucleo di spiritualità che sta dentro di noi.
Solo con la meditazione, il silenzio e la calma, si recupera la propria anima.
Categorie: meditazione
Dubbi amletici
Le gerarchie della Chiesa si torturano nel dubbio amletico se scomunicare o no i mafiosi. E non lo fanno perché dicono che non è facile identificare quelli veri. Nello stesso tempo, padre Amorth ci rivela che il Demonio è presente anche in Vaticano (oltre che a Fatima e a Lourdes).
Non stentiamo a crederlo.
Non stentiamo a crederlo.
Categorie: meditazione
Visioni sconfortanti
Ad un primo livello, la meditazione è un modo per astrarsi dal caos e dal rumore di un mondo folle. Ad un secondo livello, questo astrarsi porta a una chiara visione delle cose. Ma, a questo punto, alla gioia della chiara visione si sostituisce l’orrore per la confusione, l’ignoranza, la corruzione e la violenza degli uomini. E qui bisogna farsi coraggio e non smettere di sperare nel cambiamento.
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Padri putativi
Massimo Camisasca, nella sua opera “Padre”, San Paolo editrice, spiega che i preti di oggi sono pochi, vanitosi, carrieristi e dispersi in mille attività che niente hanno a che fare con la religione. E sostiene che il perno della loro vita dovrebbero essere il silenzio e la meditazione.
Peccato che la meditazione sia stata espulsa dalla Chiesa ormai da qualche secolo e sembra impossibile tornare indietro. Per questo dobbiamo rivolgerci all’Oriente.
La Chiesa attuale assomiglia a un’impresa di affari, dove gli affari sono i più vari e dove si spaccia per fede il pellegrinaggio a Lourdes o la visione estasiata delle ossa di sant’Antonio da Padova.
Perché la Chiesa non si occupa piuttosto dello stato miserevole del senso etico dei cristiani in un paese che è il più corrotto d’Europa? Questa sarebbe un’opera religiosa, non la venerazione di scheletri.
Peccato che la meditazione sia stata espulsa dalla Chiesa ormai da qualche secolo e sembra impossibile tornare indietro. Per questo dobbiamo rivolgerci all’Oriente.
La Chiesa attuale assomiglia a un’impresa di affari, dove gli affari sono i più vari e dove si spaccia per fede il pellegrinaggio a Lourdes o la visione estasiata delle ossa di sant’Antonio da Padova.
Perché la Chiesa non si occupa piuttosto dello stato miserevole del senso etico dei cristiani in un paese che è il più corrotto d’Europa? Questa sarebbe un’opera religiosa, non la venerazione di scheletri.
Categorie: meditazione
Vero o falso
Di una religione si potrà sempre dire che è vera o falsa. Ma non della meditazione, che è una pratica. E una pratica è vera già nel momento in cui viene messa in atto.
Della meditazione si potrà discutere se è utile o inutile, se è autentica o falsa. Ma resta il fatto che, essendo una pratica che non richiede conferme esterne, se viene perseguita, sarà comunque utile.
Non bisogna pensare che, se non si raggiunge l’illuminazione ultima, la meditazione sia inutile o fallita. Prima di raggiungere la vetta, ci si può fermare ad altezze intermedie. Dunque, qualcosa si ottiene sempre.
Della meditazione si potrà discutere se è utile o inutile, se è autentica o falsa. Ma resta il fatto che, essendo una pratica che non richiede conferme esterne, se viene perseguita, sarà comunque utile.
Non bisogna pensare che, se non si raggiunge l’illuminazione ultima, la meditazione sia inutile o fallita. Prima di raggiungere la vetta, ci si può fermare ad altezze intermedie. Dunque, qualcosa si ottiene sempre.
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Dio come padrone
Il papa ripete in continuazione che “l’uomo non è padrone di se stesso”, sottintendendo che il padrone dell’uomo sarebbe Dio. Ma, poiché Dio non parla, la sua volontà sarebbe interpretata dalla Chiesa, e quindi padrone dell’uomo sarebbe la Chiesa. Un’antica pretesa dei sacerdoti che, in tal modo, vorrebbero acquisire un grande potere.
Io dico: l’uomo non è padrone di se stesso...purtroppo. Purtroppo perché tutti vogliono comandarlo. E quindi deve fare di tutto per scrollarsi di dosso l’autorità altrui e liberarsi da ogni dipendenza. Questa è la liberazione meditativa.
Insomma, ci sono le religioni della sottomissione che vogliono che l’uomo abbia sempre un padrone; e c’è la religione della liberazione che vuole che l’uomo ritrovi la propria autonomia. Scegliete voi.
Io dico: l’uomo non è padrone di se stesso...purtroppo. Purtroppo perché tutti vogliono comandarlo. E quindi deve fare di tutto per scrollarsi di dosso l’autorità altrui e liberarsi da ogni dipendenza. Questa è la liberazione meditativa.
Insomma, ci sono le religioni della sottomissione che vogliono che l’uomo abbia sempre un padrone; e c’è la religione della liberazione che vuole che l’uomo ritrovi la propria autonomia. Scegliete voi.
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Amore e attaccamento
Ma allora, per raggiungere l’illuminazione, dobbiamo rinunciare a tutti i nostri affetti?
No, ma dobbiamo vivere con la consapevolezza che si tratta di legami a termine, che non ci potremo portare dietro.
Siamo come su un’astronave che viaggia da un pianeta all’altro. Per far passare il tempo, stringiamo legami di amicizia e di amore. Ma non dobbiamo dimenticarci che ad ogni pianeta qualcuno sbarcherà e non lo rivedremo più.
Il problema dunque è l’attaccamento.
È sbagliato rinunciare all’amore. L’amore va vissuto, perché è solo comprendendolo che si comprende la vita. E la rinuncia preventiva è l’atteggiamento più sbagliato. Se lo faremo, ci rimarrà un desiderio inappagato.
Prima comprendere e poi trascendere – questo è il percorso naturale dell’esistenza e dell’evoluzione.
No, ma dobbiamo vivere con la consapevolezza che si tratta di legami a termine, che non ci potremo portare dietro.
Siamo come su un’astronave che viaggia da un pianeta all’altro. Per far passare il tempo, stringiamo legami di amicizia e di amore. Ma non dobbiamo dimenticarci che ad ogni pianeta qualcuno sbarcherà e non lo rivedremo più.
Il problema dunque è l’attaccamento.
È sbagliato rinunciare all’amore. L’amore va vissuto, perché è solo comprendendolo che si comprende la vita. E la rinuncia preventiva è l’atteggiamento più sbagliato. Se lo faremo, ci rimarrà un desiderio inappagato.
Prima comprendere e poi trascendere – questo è il percorso naturale dell’esistenza e dell’evoluzione.
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Preghiera e meditazione
Dice Enzo Bianchi, priore di Bose: “È il Padre nostro che giudica l’autenticità di ogni nostra preghiera personale”.
No, molto meglio una preghiera senza Padri né Madri eterne. Molto meglio una preghiera non preconfezionata, ma fatta con parole proprie. E molto meglio una preghiera fatta in totale silenzio di parole e di pensieri – un’aspirazione e basta.
Ma, a questo punto, non è più una preghiera – bensì meditazione.
No, molto meglio una preghiera senza Padri né Madri eterne. Molto meglio una preghiera non preconfezionata, ma fatta con parole proprie. E molto meglio una preghiera fatta in totale silenzio di parole e di pensieri – un’aspirazione e basta.
Ma, a questo punto, non è più una preghiera – bensì meditazione.
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Felicità autodiretta
Quando troviamo la felicità in qualcosa o in qualcuno, ci si pone un problema: in ogni momento quella felicità, non dipendendo da noi, può esserci portata via. Dunque, non ci si può fare affidamento.
L’unica felicità su cui si possa fare affidamento è quella che non proviene da una fonte esterna, ma da qualcosa di interiore, da uno stato d’animo che possiamo ritrovare sempre: questo non ci può essere portato via...se non da uno stato d’animo opposto.
Dunque è della massima importanza la cura degli stati d’animo, il che rientra nelle tecniche di meditazione. Fra l’altro, una simile cura ci conserva in salute, fisica e mentale.
L’unica felicità su cui si possa fare affidamento è quella che non proviene da una fonte esterna, ma da qualcosa di interiore, da uno stato d’animo che possiamo ritrovare sempre: questo non ci può essere portato via...se non da uno stato d’animo opposto.
Dunque è della massima importanza la cura degli stati d’animo, il che rientra nelle tecniche di meditazione. Fra l’altro, una simile cura ci conserva in salute, fisica e mentale.
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Inutili maestri
Ah, questa fissazione di cercare un maestro! Molti mi interpellano per avere il nome di qualche maestro. Ma perché questo bisogno di dipendere da qualcuno?
L’unico vero maestro non è un uomo in carne ed ossa, ma il centro del nostro essere.
Recita un detto zen: “Se incontri sulla tua strada il Buddha, uccidilo!”
Finché avrai un maestro esteriore, sarai uno che non ha ancora imparato. Finché sentirai la necessità di un maestro, sarai un individuo che cerca dipendenza. E così non potrai liberarti.
Liberazione è proprio questo: non dipendere.
L’unico vero maestro non è un uomo in carne ed ossa, ma il centro del nostro essere.
Recita un detto zen: “Se incontri sulla tua strada il Buddha, uccidilo!”
Finché avrai un maestro esteriore, sarai uno che non ha ancora imparato. Finché sentirai la necessità di un maestro, sarai un individuo che cerca dipendenza. E così non potrai liberarti.
Liberazione è proprio questo: non dipendere.
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Spiriti affamati
Nella mitologia buddhista esiste il mondo degli “spiriti affamati”. Una volta fu chiesto a Thich Nhat Hanh chi fossero questi spiriti affamati. E lui rispose con una parola sola: “America”.
Già, gli spiriti affamati sono gli esseri che fanno del desiderio, dell’avidità e dell’accumulo il loro stile di vita. Insomma, gli spiriti affamati – quelli che non si saziano mai – siamo proprio noi.
E infatti nel nostro mondo sono disprezzati i valori del lasciar andare, dell’abbandonare, dello svuotarsi, del distacco e dell’essere. E sono esaltati i loro opposti: il tenere, l’attaccarsi, il riempirsi, il legarsi e l’avere.
Già, gli spiriti affamati sono gli esseri che fanno del desiderio, dell’avidità e dell’accumulo il loro stile di vita. Insomma, gli spiriti affamati – quelli che non si saziano mai – siamo proprio noi.
E infatti nel nostro mondo sono disprezzati i valori del lasciar andare, dell’abbandonare, dello svuotarsi, del distacco e dell’essere. E sono esaltati i loro opposti: il tenere, l’attaccarsi, il riempirsi, il legarsi e l’avere.
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Atei e credenti
Non ha senso dichiararsi ateo per combattere la credulità. Perché anche l’ateismo è una fede, e spaccia per vero qualcosa che non può provare.
La posizione onesta è quella di chi dice: non ho prove per dimostrare né una tesi né l’altra. Tutti gli altri fanno scommesse o truffano...se stessi e gli altri.
La posizione onesta è quella di chi dice: non ho prove per dimostrare né una tesi né l’altra. Tutti gli altri fanno scommesse o truffano...se stessi e gli altri.
Categorie: meditazione





